JERRY WEINSTEIN, MANAGER DI ISRAELE, A GRANDESLAM.NET: ''SIAMO OTTIMISTI PER IL CLASSIC''


È stato assistente allenatore delle squadre olimpioniche degli Stati Uniti nel nel 1992 e nel 1996; assistente allenatore per gli Stati Uniti ai Pan American Games nel 1987. E' stato anche nello staff tecnico presso l'Università di Miami e UCLA.
Infine Weinstein è un membro del Sacramento City College Athletic Hall of Fame, della California Community College Hall of Fame, e della Hall of Fame della Coaches Association americana di baseball.
Weinsten, che al momento è manager degli Hartford Yard Goats, squadra di Doppio A dei Colorado Rockies, era già sulla panchina di Israele per la qualficazione al primo turno. Ora proverà a scrivere una nuova emozionate pagina della storia della federazione israeliana.
Queste sono le sue parole, in esclusiva a Grandeslam.net, a poche ore dall’inizio del torneo.
Che impressioni di questo girone? Cosa ti aspetti da questa prima fase?
Siamo ottimisti. Il nostro è un percorso iniziato quasi 2 anni fa e che comprende anche il girone di qualificazione che abbiamo vinto a Brooklyn, negli USA, lo scorso settembre. Sappiamo che andremo ad affrontare tante ottime squadre: la Corea del Sud, che è la nazionale numero 3 al mondo, l’Olanda, che ha tantissimi giocatori di Major League in rosa e Taiwan, che è sempre un avversario ostico. Non abbiamo i favori del pronostico, ma penso che potremo essere la squadra underdog (la sorpresa NDI) del girone.
Che cosa è cambiato, a livello di formazione, rispetto alla nazionale che si è qualificata a Brooklyn?
Sono inevitabilmente cambiati alcuni giocatori, sia in battuta che sul monte di lancio. In attacco, dove siamo diventati più atletici, sono arrivati giocatori come Tyler Krieger, Ty Kelly, Sam Fuld mentre a lanciare abbiamo perso qualche veterano ma si sono aggiunti giovani prospetti.
Quali sono le caratteristiche di forza di questa Nazionale?
L’attaccamento alla maglia che si respira in questo gruppo è davvero importante, anche se la rosa è quasi interamente formata da giocatori americani di religione ebraica che vivono e giocano negli USA. I ragazzi però sono come detto molto uniti e si comportano davvero come fratelli.
di Cristina Pivirotto
Nella foto, un primo piano di Weinsten durante una seduta di allenamento a Seoul.
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