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MASSIMILIANO GERI, PRESIDENTE DELL'ITALIAN BASEBALL SOFTBALL PLAYERS ASSOCIATION, A GRANDESLAM.NET: ''SI DEVE TORNARE IN CAMPO GARANTENDO LA SICUREZZA AGLI ATLETI''

La Italian Baseball Softball Players Association (IBSPA) è l’associazione italiana indipendente dagli organi federali, nata per tutelare gli interessi sportivi, morali, economici, professionali e legali degli atleti e delle atlete che praticano baseball, softball, Baseball5 e baseball per ciechi e ipovedenti.

Tale organizzazione, unica in Italia, è nata da un’idea di Massimiliano Geri (Presidente) e Livinston Santaniello (Vicepresidente) ai quali poi si sono aggiunti Eva Trevisan, Greta Cecchetti, Alessandro Vaglio, Stefano Desimoni, Marco Sabbatani e Jason Grilli al momento della sua fondazione nel 2018. Da qualche settimana inoltre, si sono aggiunti anche Tommaso Scagnolari e Carolina Maggioli come referenti esterni al Consiglio Direttivo.

Partiamo dal presente e dall’emergenza Covid-19. Come la stanno vivendo i vostri iscritti? C’è stato qualcuno che vi ha esposto la sua preoccupazione per la ripresa delle attività? Come avete gestito la cosa?
Sicuramente la ripresa è uno dei punti che solleva dubbi e perplessità in questo momento, non solo agli atleti, ma anche a tutti i soggetti in causa: società, giocatori, arbitri, tecnici, classificatori e atleti, senza dimenticarci che chi si trova in questo momento storico a dover prendere decisioni, si trova a dover seguire e rendere conto al tempo stesso al Governo, cercando di fare il meglio per i propri “utenti”, appunto. Non è una situazione facile, ma dobbiamo ricordarci che facciamo parte tutti quanti di una sola unica grande squadra, nessuno può pretendere o lavorare da solo, ma soprattutto la comunicazione deve essere la chiave per una collaborazione a doppio senso. Dal punto di vista degli atleti, penso che l’interruzione delle attività in corso in funzione di quello che sarebbe stato l’obiettivo della preparazione invernale, ovvero la stagione 2020, sia ciò che ha creato il trauma maggiore, considerando anche che avevamo una Nazionale in procinto di modificare il proprio mindset da “in preparazione” a “eye of the tiger” per Tokyo 2020. Uno stop brusco e repentino ad un passo dalla realizzazione di un sogno che richiede anni di preparazione e sacrifici. Sportivamente parlando, mantenere il focus e assumere un atteggiamento mentale per superare questa situazione è la vera prova da affrontare, ancora più della competizione stessa. Mentalmente si compete più con sé stessi che con gli avversari: noi possiamo essere i nostri migliori alleati oppure essere i nostri peggior nemici. La IBSPA ha colto l’occasione per lanciare gli IBSPA 2020 Players’ Meetings, dei tour virtuali in videoconferenza con tutti i capitani o i rappresentanti di ogni società d’Italia, con lo scopo di presentarci e raccogliere le loro opinioni sul movimento, cercando di conoscere anche le loro necessità in qualità di atleti. Questa settimana abbiamo concluso gli incontri con le Serie A1 e A2 di Baseball e Softball e proseguiremo nelle prossime settimane con tutte le altre categorie. Ognuno di noi vorrebbe essere sul campo già da 2 mesi, siamo tutti consapevoli che ci troviamo a giocare una partita inaspettata ben più grande, ovvero far fronte ad un’emergenza mondiale; in ogni caso, so di parlare a nome di tutti gli atleti che rappresentiamo quando dico che giocare in condizioni di emergenza non vuol dire farlo per forza anche a costo di snaturare o mancare di rispetto al Gioco: se dovesse essere approvato un limite di 7 inning per le partite, non so quanti atleti saranno disposti a scendere in campo.

La prima fase di riapertura italiana è fissata per il 4 Maggio ed un ipotetico inizio dei campionati di baseball e softball è fissato per il weekend del 13-14 Giugno. Secondo voi sarà possibile riprendere regolarmente, con le dovute precauzioni, la stagione?
Le criticità del nostro sport per quanto riguarda un’eventuale diffusione del contagio sono legate per lo più al dugout, allo spogliatoio, agli spostamenti per le trasferte e se proprio vogliamo alla presenza ravvicinata dell’arbitro di casa rispetto al ricevitore. Mi è stato personalmente rivolta un’obiezione, ovvero che comunque la palla sarebbe un vettore, un veicolo di trasmissione perché viene toccato direttamente dai giocatori, ma sembra che i Dipartimenti Superiori di Sanità abbiano smentito questa ipotesi. Io credo che rispettando le precauzioni e le direttive del Ministero delle Politiche Giovanili e lo Sport, del CONI e della FIBS si potrà mettere in scena una stagione che deve servire A TUTTI per traghettarci in maniera più funzionale possibile verso la prossima off-season (preparazione invernale). Certo bisogna tenere tutti presente che sarà fondamentale rispettare delle regole ferree, mantenendo le distanze in panchina (magari dividendoci tra dugout – interno e subito all’esterno – e bullpen), facendo la doccia presso la propria abitazione al termine degli incontri se fai parte della squadra di casa (così da utilizzare i due spogliatoi per una sola squadra riducendo così anche il numero di persone all’interno di un solito locale docce), usando ognuno un solo caschetto, una sola mazza ed un proprio equipaggiamento da ricevitore (meglio se personali), avendo ovviamente a disposizione disinfettanti ed igienizzanti. Non sarà certo una situazione comoda, pensiamo ad esempio all’arbitro capo che nonostante il caldo dovrà ovviamente indossare la mascherina, anche perché mantiene una posizione rialzata rispetto al catcher. Il mio dubbio però resta nella gestione delle trasferte: bisognerebbe che nei pullman ogni viaggiatore avesse a disposizione SEMPRE due posti. E le società minori che invece utilizzano pullmini da 9 posti o i propri mezzi? Spero vivamente che le risorse risparmiate grazie all’intervento della FIBS in merito a tasse gara e fideiussioni, e con il fatto che conviene molto meno prendere giocatori stranieri per utilizzarli in un campionato troppo corto e di poco valore agonistico, vengano impiegate dalle società per adattarsi e tutelare la salute di tutti, affrontando le trasferte seguendo le direttive e le regole.

Essendo l’Associazione che rappresenta molti atleti in Italia, la FIBS vi ha interpellato per qualche consiglio e/o sapere cosa ne pensano i giocatori, che in fin dei conti sono quelli che rischiano più il contagio durante le partite? Si, la Federazione attraverso i Rappresentanti FIBS degli Atleti, ci ha chiesto un parere proprio per redigere il capitolo su Baseball e Softball del dossier Lo Sport Riparte In Sicurezza, la relazione preparata dal Politecnico di Torino e consegnata dal CONI al ministro Vincenzo Spadafora. La nostra risposta è stata proprio quella di fare “l’avvocato del Diavolo” e da lì cercare di valutare le reali problematiche dei nostri sport nel caso di una eventuale ripresa, criticità e soluzioni che ho descritto al punto precedente. È chiaro che oltre al buonsenso e al senso civico entra in gioco il senso di sicurezza personale: ritengo che come cittadini e come soggetti attivi di un movimento, gli atleti debbano sentirsi sicuri mentre giocano, ma allo stesso tempo liberi ed in grado di fare le proprie scelte in autonomia in quanto esseri senzienti: se non se la sentono di giocare o di salire su un pullman perché esposti, dialogando con la propria società, devono poter sollevare perplessità o addirittura tirarsi indietro fornendo le giuste motivazioni. La mia paura è che gli atleti possano essere disposti a chiudere un occhio sul rispetto delle norme da parte di chi dovrebbe rispettarle e farle rispettare piuttosto di scendere in campo, diventando loro stessi parte del problema. In fondo, fino ad ora lo hanno fatto nella maggior parte dei casi per quanto riguarda gli accordi con le società nelle quali giocavano: piuttosto di giocare, per decenni hanno siglato accordi economici verbali con strette di mano o firmando pezzi di carta e scritture private senza depositarle presso l’Ufficio Tesseramenti FIBS che avrebbe potuto in minima parte tutelarli. Spero che almeno in questa situazione tengano di conto che non stanno mettendo a rischio i rimborsi spese, ma la loro salute.

Quest’estate, come IBSPA, avevate in programma alcuni camp estivi, se ce ne fosse possibilità?
Il primo appuntamento che avevamo in calendario era la splendida iniziativa dello Spring Training 2020 organizzato da I Diamanti Di Parma, i quali ci avevano invitato per farci conoscere e per parlare proprio agli atleti durante quei weekend; quello come tutto il calendario 2020 che stavamo cercando di programmare, è ovviamente saltato. Gli IBSPA Camps avrebbero dovuto iniziare proprio quest’anno, coinvolgendo le ragazze della Nazionale di Softball che voleranno a Tokyo, i ragazzi della Nazionale di Baseball e molte stelle italiane, che non necessariamente fanno parte del giro delle rappresentative nazionali. L’idea è quella di mettere gli atleti sempre al centro del progetto, anche a livello locale, organizzando camp e clinic con gli atleti famosi del luogo ma anche con star come Francisco Cervelli, Jason Grilli, Lenny DiNardo, Alex Liddi, Chris Colabello, Cesare Astorri, Matteo Bocchi, Alberto Mineo e Erika Piancastelli che si sono resi da subito super disponibili e che già collaborano con noi. Ovviamente a seguito dell’emergenza Coronavirus, siamo già proiettati alla CON6 2021: abbiamo un po’ di tempo per lavorare su qualcosa che possa essere una festa per tutti, un modo per lasciarci alle spalle ciò che stiamo passando adesso e per lanciare un 2021 che deve essere un nuovo inizio. Ma dobbiamo sfruttare adesso il tempo che ci ha dato questa situazione per ricucire strappi, impostare collaborazioni e disegnare insieme progetti realizzabili a lungo termine, smettendo ad ogni livello di pensare solo alla partita del prossimo weekend.

Come descriveresti l’IBSPA a un lettore che non vi conosce?
Per chi non ci conosce, la Italian Baseball Softball Players Association è la prima associazione italiana indipendente della storia del baseball e del softball e che ha l’obiettivo di rappresentare e tutelare gli atleti di Baseball, Softball, Baseball per Ciechi e Ipovedenti, Amatori e Baseball5 di ogni categoria, mettendo a loro disposizione strumenti e servizi che possano migliorare le loro condizioni a 360°. In particolare, la IBSPA ha la missione di creare una community unita e coesa che possa iniziare a scambiare idee e avanzare proposte iniziando ad essere parte attiva del movimento, così come all’interno della Federazione lo sono società, arbitri, tecnici e classificatori. Queste categorie fanno tutte parte della grande macchina organizzativa che sta dietro uno sport, così come preparatori atletici, nutrizionisti e fisioterapisti stanno dietro ad ogni sportivo. Ma alla fine, chi va in campo sono e saranno sempre gli atleti. Il nostro obiettivo è quindi quello di dare voce a tutti coloro che giocano e vivono il Gioco da dentro le righe di foul, in modo che possano avanzare richieste nel modo corretto, proporre idee o instaurare collaborazioni al tavolo delle decisioni così da iniziare a lavorare tutti insieme alla pari per migliorare il movimento di cui tutti noi facciamo parte.

Ultima domanda prima di salutarci, immagino che quando avete ideato la creazione dell’associazione vi siate prefissati degli obbiettivi. A che punto siete della vostra crescita?
Quando abbiamo iniziato a progettare l’associazione italiana dei giocatori di baseball e softball, ci siamo ovviamente posti degli obiettivi, alcuni più a lungo termine degli altri. Avere un progetto a lungo termine, e con questo intendo un progetto già in partenza studiato pensando ad un arco di tempo di almeno 10 anni, prevede che la timeline di lavorazione e gli obiettivi cambino o vengano rivisti man mano che si prosegue nel cammino, perché eventi fortuiti o variabili possono interrompere o accelerare il loro raggiungimento. Come ho detto, il nostro obiettivo nell’immediato è quello di consolidare la community composta dagli atleti, aumentando il numero di iscritti e instaurando un dialogo diretto e continuo con loro, così da portare la loro voce sui tavoli di chi prende le decisioni. Sono già pronte le nostre proposte per la riforma del vincolo sportivo, una nuova formula per il calcolo dei valori di svincolo e di prestito e una bozza di modello unico di contratto per gli atleti; da poco abbiamo iniziato anche a discutere la creazione di un fondo pensionistico per i nostri associati, mentre sicuramente è importante che la Federazione insieme alle Società ci convochino al più presto per discutere insieme la modifica dello Statuto della FIBS, riconoscendo la IBSPA come associazione ufficiale degli atleti in Italia.

di Mirco Monda (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)


Nella foto, il Presidente Geri con vicine, da sinistra, le consigliere Greta Cecchetti ed Eva Trevisan.


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