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DAL MERCATO INVERNALE ALLA VITTORIA DELLE WORLD SERIES: RIVIVIAMO LA STAGIONE 2016 DEI CHICAGO CUBS

L’anno scorso erano stati la sorpresa dei playoff della National League, quest’anno, invece, dopo un mercato stellare, i Chicago Cubs partivano con i favori del pronostico per arrivare fino in finale, e così è stato. Arrivati alle World Series contro i Cleveland Indians, e sotto nella serie 3 a 1, in pochi avrebbero puntato ancora sui ragazzi di Maddon.  ‘’La maledizione colpisce ancora’’ si diceva oppure ‘’un team troppo giovane che non ha saputo reggere la pressione’’, invece, gara dopo gara i Cubs sono riusciti ad annullare tutti i match point degli Indians ed a riportare la serie in parità per giocarsi il tutto per tutto nella, poi vinta, gara 7.

Torniamo però indietro, quando l’anno scorso la franchigia dell’Illinois è arrivata fino alle finali di conference prima di perdere contro i New York Mets. In quel team vi erano già il 90% dei giocatori che quest’anno hanno compiuto un’impresa storica. Vista l’ottima ossatura che presentava la squadra, durante l’inverno il GM Jed Hoyer, ha completato il roster con gli innesti di Heyward (184 milioni di dollari per 8 anni), il campione del mondo Zobrist (56 milioni per 4 anni), Lackey (32 milioni per 2 anni) e Fowler (13 milioni per un anno) andando cosi a colmare i vuoi dell’anno prima.

Ai nastri di partenza della stagione regolare, come detto prima, i Cubs dovevano essere la squadra da battere, quella che visto il mercato e visti i talenti già presenti in roster, avrebbe dovuto vincere a mani basse. Il primo ostacolo arriva poco dopo l’inizio della stagione con il grave infortunio a Kyle Schwarber, esterno sinistro titolare e mazza importante. Con l’infortunio del n.12, Maddon decide di spostare Zobrist all’esterno e di puntare sul giovane Baez, mossa che si rivelerà azzeccata.

Dopo il primo mese di campionato, Chicago era già in testa al Power Ranking ed al proprio girone con il record di 17 vinte e sole 6 perse. Ad inizio Luglio, sempre in testa al power ranking, il vantaggio sulla prima inseguitrice, St. Louis, è già di 10 partite. All’All Star Game di San Diego sono ben 7 i giocatori dei Cubs presenti ( Zobrist, Bryant, Rizzo, Russell, Arrieta. Lester, Fowler), nessun altro team ha cosi tanti rappresentante nella gara delle stelle. Ciò nonostante, durante il mercato estivo, al roster vengono aggiunti Aroldis Chapman, proveniente dagli Yankees, Mike Montgomery, proveniente dai Mariners e Justin Grimm, proveniente dalle Minors, per rinforzare un parco rilievi ritenuto il punto debole della squadra.

La stagione, ovviamente, termina con Chicago che domina grazie al record di 103 vinte e 58 perse, nessun altro team della MLB a superato le 100 vittorie.

Al primo turno dei playoff, gli uomini di Maddon, affrontano i San Francisco Giants, altro team molto quotato per la vittoria finale, ma i Cubs riescono a far propria la serie con un perentorio 3 a 1. Nelle National League Championship Series, i ‘’cubbies’’ si trovano di fronte ai Los Angeles Dodgers, guidati dal duo Kershaw-Hill che frena in 2 partite l’attacco di Chicago lasciandoli a 0. Rizzo e compagni non mollano e sotto 2 a 1 nella serie fanno loro le successive 3 partite conquistando l’accesso alle World Series.

Come già anticipato, in finale, li aspettano i sorprendenti Indians, vero team rivelazione di questi playoff. Come per le sfide con LA, i Cubs vanno sotto 2 a 1 nella serie ma questa volta perdono gara 4 e si trovano spalle al muro, ancora una sconfitta ed il titolo andrebbe agli uomini di Francona. In gara 1 si rivede nel box Schwarber, che grazie ad un celere recupero dall’infortunio che avrebbe dovuto tenerlo fuori per tutta la stagione ed all’ok dei medici può ricoprire il ruolo di battitore designato dando cosi il suo contributo alla causa. Sotto 3 a 1 gil uomini di Maddon invertono il trand che li aveva visti soffrire contro i lanciatori di Cleveland e dopo aver vino gara 5 contro un Bauer tutt’altro che irresistibile (unico lanciatore ad avere 2 sconfitte), in gara 6 riescono, grazie anche ad un paio di errori difensivi degli Indians, ad avere la meglio su Tomlin che in gara 3 li aveva tenuti a 0.

Annullati cosi 2 due match point agli avversari, Chicago porta la serie a gara 7. La partita è un’altalena di emozioni, i Cubs partono forte con il fuoricampo di Fowler, poi vengono raggiunti al terzo con il singolo di Santana che porta a casa Crisp (doppio), tra il quarto ed il sesto inning gli uomini di Maddon segnano ben 5 punti  a fronte dei soli 2 degli Indians conducendo il match per 6 a 3. Come da pronostico, all’8° inning, Maddon manda in pedana Chapman per chiudere i conti, ma il cubano con la fastball da 106 miglia non è in serata e con un inning da 3 punti subiti concede il pareggio a Cleveland. La nona ripresa vede i due attacchi a secco, con gli uomini di Maddon che non sfruttano il corridore in terza base con solo 1 out. Cosi si va agli extrainning, dopo una breve sosta a causa della pioggia.

Al rientro in campo i Cubs sfruttano al meglio il turno forte del proprio lineup e grazie al doppio di Zobrist, ed al singolo di Montero, segnano 2 punti. Al cambio campo gli Indians provano a rifarsi sotto ma segnano solo 1 punto, e con la rimbalzante di Marinez su Russell si chiude il match,la stagione 2016 ed i Cubs possono finalmente tornare a festeggiare un titolo che mancava da ben 108 anni, nessun team, in nessuno sport, ha aspettato tanto per conquistare il titolo di campione.

di Mirco Monda


Nella foto, la gioia dei Cubs dopo l'ultimo decisivo out (da

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