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TIM HUDSON CORONA IL SOGNO DI UNA LUNGA E GRANDE CARRIERA

La Post Season non era certo una novità per uno come Tim Hudson che ha partire dalla sua avventura in MLB con gli Athletics, per poi passare ai Braves, ha sempre calcato palcoscenici di determinata importanza. Ciò che al nostro Tim non era mai riuscito però era di arrivare a giocarsi le World Series, quell’appuntamento che ogni giocatore di baseball, professionistico e non, ha sognato almeno una volta nella vita con la testa appoggiata al cuscino.

Dopo sedici anni di onestissima carriera giocata fra l’altro ad altissimi livelli, i Giants hanno coronato il sogno di Hudson che venerdì 24 Ottobre 2014 è salito sul monte per Royals-Giants, Gara 3 delle WS vinta da Kansas 3 a 2 con il pitcher di Columbus che alla fine sarà il lanciatore perdente.

Storia che si è ripetuta ieri. Chiamato a lanciare nella partita più importante della sua carriera forse Hudson ha sentito il peso di tutto ciò, considerando che nonostante i molti anni di MLB alle spalle non ha mai avuto la possibilità di giocarsi tanto. Infatti in Gara 7 Hudson lancia 1.2 inning in cui subisce 3 valide e 2 punti prima di essere rilevato dal manager Bochy.

Ma l’ex Atlanta alla fine si è preso la sua rivincita morale grazie ai Giants che si sono laureati Campioni del mondo nell’ultima decisiva partita vinta 3-2 al Kauffman con un meraviglioso Madison Bumgarner (sul monte negli ultimi 5 innings) MVP delle World Series 2014 grazie a 3 vittorie sul monte con due complite game per una inverosimile media era di 0.25 sulle tre gare disputate.

Favola completa dunque per Hudson che nonostante tutto è stato protagonista in questa stagione con San Francisco dove ha vinto 9 partite (13 perse), subendo 199 valide, 86 punti, 15 home run e concesso 34 basi su ball.
Tutto questo nelle 31 partite giocate tutte da lanciatore partente con 198.1 innings sul braccio, 120 battitori mandati K, per una media era complessiva di 3.57 che ne hanno fatto il 25° miglior lanciatore della National League.

Solo lui può esprimere al massimo la gioia per questo straordinario traguardo raggiunto: “Tutto questo ha un sapore tremendamente dolce. È proprio come ho sempre pensato che sarebbe stato.”

La maggior parte dei giocatori di baseball non arriveranno mai a giocarsi una serie finale della Major League, figurarsi vincerla.
I reporter presenti dentro la club house del Kauffman raccontano che vedere la gioia di Hudson mentre festeggiava la vittoria con i compagni è valsa la grande attesa prima poter intervistare tutti i protagonisti di quest’impresa.

E pensare che Hudson nella sua carriera ha giocato in squadre che forse avevano maggior talento in campo di questi Giants.


Quindi che cosa ha portato questa squadra alla vittoria del titolo?
Qui il veterano classe 1975 non ha dubbi: “È un gruppo di guerrieri!” secondo Hudson. “Un gruppo di uomini squadra. La fame di vittoria è tale dal voler ricercarla sempre e comunque a qualsiasi costo. Questa serata ne è stato un valido esempio.”

Poco importa se la sua partita è finita dopo appena un inning. Tutta l’apprensione e l’amarezza per una prestazione che di certo non gli rende giustizia è svanita nel momento in cui Kung-Fu panda Pablotto Sandoval ha afferrato quel foul ball proprio davanti al dogout dei Giants per quell’ultimo sospirato ventisettesimo out che per San Francisco si è tramutato nella parola Campioni: “Assolutamente fantastico, è ciò che aspettavo da tutta una vita.” ha concluso Hudson. “Non potrò mai dimenticare il  pop-up battuto da Perez e quell’interminabile attesa della palla che cade verso il guanto del Panda.”

di Michele Acacia


Nella foto, Tim Hudson festeggia la conquista delle World Series (@MLB Fan Cave Twitter Official Page).

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