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L'EVOLUZIONE DI PABLO SANDOVAL, MVP DELLE WORLD SERIES 2012

Pablo Sandoval. O meglio, Kung Fu Panda, per i tifosi di San Francisco. In due anni è passato da spettatore a MVP delle World Series, mica male.

L’atto finale del 2010 per lui ha significato una esclusione dal lineup per via dei risultati carenti, eppure il buon Pablo ha continuato a lavorare sodo presentandosi allo spring training del 2011 dimagrito e in perfetta forma, con l’intenzione di non vedere più la panchina.

Nel 2011, anche a causa dell’infortunio di Posey, è stato lui il trascinatore dell’attacco dei Giants, ma non è bastato per vincere la Division. Ha chiuso la stagione con una media battuta di .315, 23 HR e 70 RBI. Le World Series del 2011 le ha però guardate dal divano di casa sua.

Facciamo un piccolo salto in avanti e superiamo il freddo inverno del 2011.
Siamo allo spring training 2012. Sandoval ha lavorato bene, in Venezuela, per essere pronto all’inizio della stagione con i Giants.

La Regular Season del 2012 si chiude con una media battuta di .283, 12 HR e 63 RBI. Tutti numeri abbassatisi notevolmente in dodici mesi, ma in mezzo ci sono stati due brutti infortuni che lo hanno costretto a restare fermo ai box per più di 50 partite.

La stagione del 2012 è però diversa da quella del 2011, i Giants possono contare su un lineup migliore e così approdano ai playoffs vincendo la Nationa League West con 8 partite di distacco dai Los Angeles Dodgers.
Sandoval già a fine settembre inizia a scaldare i motori, in attesa del momento più importante dell’anno. In tre importantissime partite per la vittoria della division, contro Colorado e San Diego, batte quattro fuoricampo e colleziona 9 RBI.

Ed ecco che finalmente siamo in postseason. Questa volta Sandoval gioca tutte le partite da titolare.
Nelle NLDS, contro i Cincinnati Reds, batte .333 con 1 HR e 3 RBI.
Nelle NLCS, contro i St. Louis Cardinals, batte .310 con 2 HR e 6 RBI.
E’ in forma, nulla da ridire.

Le World Series sono storia recente, recentissima.
Leggendaria la sua gara uno, contro Verlander, in cui batte tre fuoricampo eguagliando il record di Ruth, Jackson e Pujols, posizionandosi nell’Olimpo dei battitori delle WS.
Al termine di gara quattro avrà battuto 8 valide in 16 apparizioni al piatto, cioè .500, con 3 HR e 4 RBI.

MVP.

Qualcuno aveva qualche dubbio?

di Angelo Cappa

Nella foto, Pablo Sandoval festeggia durante l’ottavo inning di gara due delle World Series. (Christian Petersen/Getty Images da Espn.com).

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