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IPSE DIXIT: LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI AL TERMINE DI GARA DUE

I San Francisco Giants vincono anche la seconda partita, grazie ad un sublime Bumgarner e ad una concretezza che gli permette di segnare due punti con un solo RBI. In questo modo si sono assicurati la possibilità di tornare a giocare all’AT&T Park.

In attesa dello spostamento a Detroit, ecco le parole dei protagonisti di gara due.

Madison Bumgarner: “Sentivo bene ogni lancio, stasera. Lo sentivo meglio rispetto a quanto non sia stato nelle ultime partite. Penso che l’unica differenza sia stata questa. Non ne sono stato in grado in questa postseason...stasera Buster Posey ha giocato una grande partita dietro al piatto, con una grande difesa. I Tigers hanno colpito forte la palla e la difesa era nei posti giusti.

Prince Fielder: “Stanno giocando bene. Colpiscono, difendono bene, non fanno errori. Fa tutto parte del gioco. Se non avessero fatto così, non sarebbero arrivati qua.

Bruce Bochy: “Madison (Bumgarner ndr) ha avuto la pausa che abbiamo voluto dargli. Non dimenticatelo, ha solo 23 anni e ha lanciato tanti innings. La pausa gli ha permesso di lavorare su alcune cose. [...] Non guardi a che punto sei. Vai in campo, giochi duro e vedi cosa succede. Vai in campo per vincere la partita. E sei fai questo, e lo fai bene, vedrai dove ti trovi non appena è tutto finito. Non ci si deve far prendere dall’emozione del 2-0 o dello 0-2.”

Jim Leyland: “Bene, cosa hai intenzione di fare? Abbiamo battuto due valide, questa sera. Certamente non ho intenzione di stare qua a dar colpe al mio attacco, perchè penso che abbiamo colpito bene la palla. Cabrera ha battuto un proiettile, stasera. [...] Ad essere onesto, eravamo felici di uscire da quell’inning (il settimo ndr) con un solo punto subìto. Voglio dire, dovevamo segnare in ogni caso. Concedi due punti e tutto diventa più difficile, ovviamente, ma ci sentivamo di non voler concedere altro. Abbiamo ottenuto il doppio gioco, e ha funzionato bene per noi.

Doug Fister: “Mi hanno fatto le tipiche domande per capire se ci fosse una commozione cerebrale (in riferimento alla palla che lo ha colpito alla testa ndr). Non mi interessa. E’ stato un semplice colpo. Mio padre ha sempre detto che finchè sarò colpito alla testa, starò bene. E’ così che la prendo.

di Angelo Cappa

Nella foto, Doug Fister esce dalla partita durante il settimo inning. (Ezra Shaw/Getty Images da Espn.com).

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Fonti: Espn.com, Mlb.com.

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