Share to Facebook Share to Linkedin Share to Google 

I ST.LOUIS CARDINALS SONO I NUOVI CAMPIONI DEL MONDO

Probabilmente a Hollywood qualcuno starà già preparando la sceneggiatura per un film che racconta una storia incredibile, quasi impossibile da realizzarsi, e che invece è diventata realtà e ha trovato il clamoroso epilogo questa sera, anche se il momento di maggior suspance era stato ieri quando per pochi centimetri tutto poteva finire. Così non è stato e i St.Louis Cardinals hanno terminato la loro clamorosa rimonta, iniziata lo scorso metà settembre quando i playoff erano un miraggio, pochi momenti fa quando Allen Craig ha raccolto al volo la battuta di David Murphy realizzando il ventisettesimo e ultimo out che ha chiuso la settima partita delle World Series, facendo esplodere un “Busch Stadium”, pieno all’inverosimile. I St.Louis Cardinals sono infatti i nuovi Campioni del Mondo, dopo aver batutto 6 a 2 i Texas Rangers al termine della settima e ultima partita di queste appassionanti e incredibili World Series 2011.

Dopo la vittoria avvenuta in maniera storica e rocambolesca in gara sei, dove per due volte St.Louis era ad un out dalla sconfitta e sotto di due punti e in tutte le due occasioni, al nono e al decimo inning, è rimasta in vita pareggiando prima la sfida e vincendola all’undicesimo, grazie al solo Homer di David Freese, tutti i pronostici di gara sette di queste World Series sono proprio per i Cardinals. St.Louis infatti ha avuto la grande iniezione di morale dopo la rimonta in gara sei e può mandare sul monte di lancio Chris Carpenter recuperato appieno grazie anche al rinvio per pioggia di gara sei, due giorni fa. La stella della squadra del Missouri sbaglia solamente il primo inning, ma poi diventa quasi intoccabile dalle mazze dei Rangers e di conseguenza si fa tutto più semplice per l’attacco Cards che contro i lanci di Harrison si trova perfettamente a proprio agio, come testimoniato in gara tre. Ma andiamo con ordine.

La prima ripresa si apre con un botta e risposta da parte dei due attacchi, con Texas che parte subito forte grazie alla base su ball di Elvis Andrus dopo che Ian Kinsler era stato eliminato nel tentativo di rubare la seconda dopo aver battuto valido da leadoff  della gara. I doppi in successione di Josh Hamilton, rigenerato dopo i problemi di ernia alla schiena, e di Micheal Young danno il doppio vantaggio a Texas, con l’intero stadio giallorosso completamente ammutolito da questo avvio così di forza della compagine texana. Qui i Rangers commettono lo stesso errore fatto la sera prima e cioè di non “ammazzare” la partita subito e le eliminazioni di Beltre e Cruz fanno terminare la prima proiezione offensiva con un uomo lasciato in posizione punto. Non sarà l’unico della loro serata,  cosi come succederà al secondo inning (Murphy lasciato in terza base) e al quinto (Kinsler in seconda). E in partite dove ogni singola giocata diventa decisiva, soprattutto in una gara sette delle Finali, ogni piccolo errore lo paghi a caro prezzo.

I Cardinals infatti pareggiano subito il risultato, affidandosi ancora una volta a David Freese che è esploso in queste Finali proprio in gara sei e continua ad essere una spina nel fianco per Matt Harrison e per tutti i Rangers. Il battitore originario del Texas (come Lance Berkman), batte un doppio profondo tra esterno sinistro e centro e porta a casa Pujols e Berkman, ambedue in base su ball. Il Busch Stadium è letteralmente trasformato ed è una bolgia. L’eliminazione al volo di Molina chiude la ripresa, ma St.Louis è entrata in gara e mentre Carpenter fa buona guardia sul monte di lancio, è Allen Craig a battere il secondo fuoricampo nel giro di ventiquattro ore, in questo caso a destra, mandando la pallina dove Nelson Cruz non può arrivare. Il Busch Stadium trema, la nostra postazione pure. Il sogno sta diventando minuto dopo minuto realtà per i tifosi dei Cards. E assume sembianze ancora più reali quando il neo entrato Scott Feldman nel corso della quinta ripresa riempie le basi, con quattro ball a Craig, colpendo Pujols e dando l’intenzionale a Freese, visto che gli out sono due e la paura per un nuovo gesto tecnico del terza base è tanta. Dopo un bel duello (da 3 ball e 0 strike a conto pieno) con Molina nel box di battuta, il catcher di St.Louis guadagna la base ball e lo stadio è invaso da un ovazione ancora più grande delle precedenti perché vale il punto del 4 a 2 e quindi una maggiore sicurezza per evitare eventuali rimonte avversarie. Viene chiamato dal bullpen CJ Wilson, che esordisce subito colpendo Furcal per il punto del 5 a 2, ma è bravo poi ad eliminare al piatto Schumaker. Per Texas non è poi serata, anche perché il bel contatto di Nelson Cruz a sinistra, nella parte alta del sesto inning, è preso al volo contro le reeinzioni da Allen Craig, decisivo anche in difesa. E allora può partire tranquillamente il conto alla rovescia tra i tifosi di St.Louis che vedono segnare ancora i loro beniamini (singolo di Yadier Molina con RBI con Mike Adams sul monte) per il definitivo 6 a 2 e si preparano per l’ultimo attacco dei Rangers.

Nelson Cruz è eliminato dall’esterno centro mentre Mike Napoli batte sul neo entrato Descalso in terza base ed è il secondo fuori. Va nel box di battuta David Murphy che batte subito il secondo lancio di Jason Motte, il closer dei Cardinals. La palla viaggia a sinistra su Allen Craig che lo elimina senza problemi e fa partire la festa dei Cardinals. Tutti i giocatori si riversano proprio sul lanciatore, mentre il Busch Stadium potrebbe quasi esplodere dalla gioia dei tifosi che fino a poco tempo fa neppure potevano pensare che la loro squadra raggiungesse prima i playoff e poi vincesse le World Series.

Ma tutto questo è, invece, diventato realtà, con David Freese che viene nominato MVP delle World Series in mezzo al tripudio generale del pubblico. E nel frattempo, mentre la sceneggiatura è quasi pronta negli studi cinematografici di Los Angeles, tutti i giocatori vanno ad abbracciare Tony La Russa, il vero sceneggiatore di questa squadra che è stato in grado di disegnare facendo uscire da ogni suo giocatore le qualità migliori. E soprattutto, ha fatto esultare per l’undicesima volta nella storia la città di St.Louis, che da oggi ritorna nuovamente sul Tetto del Mondo.

Da St.Louis (Missouri, USA), l’inviato Daniele Mattioli


Jason Motte e Yadier Molina esultano dopo l'ultimo out nella foto di Rob Carr (Getty Images per Espn.com). I St.Louis Cardinals ritornano sul tetto del mondo dopo l'ultima volta nel 2006.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Informazioni aggiuntive