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DALLAS, PROMOSSA IN CAMPO E FUORI

La seconda giornata texana non solo conferma la pomposità della prima, ma ne aumenta addirittura la maestosità e la piacevolezza di far parte di un evento del genere: le World Series. Si fa fatica a trovare sempre aggettivi diversi per descrivere che cosa siano le finali di Baseball Mlb, bisognerebbe coniare vocaboli nuovi e promesso, presto lo farò.
DALLAS: stadio fantastico, organizzazione eccellente, personale di servizio numeroso ed efficiente, simpatia e cordialità da non crederci, catering-qualità del cibo-party post game gratuito..... Alta-Classe. Se il Busch Stadium di St.Louis visto dal di dentro, risultava ai miei occhi già di un livello eccellente, qui a Dallas possiamo definirlo cosi: STELLARE.

La zona riservata agli addetti ai lavori, ai giornalisti, fotografi, staff, security, si conferma un labirinto caotico dove centinaia di persone si incrociano, sgomitano, sfrecciano per fare il proprio lavoro. Una organizzazione immensa ci deve essere a monte per arrivare a gestire così tante mansioni, orari, personale, rifornimenti, sicurezza, media, e tanto altro. Veniamo a noi, alle nostre mansioni per esempio nel dopo partita, quando il giornalista ha bisogno dell'intervista proprio per rendersi tramite tra il campione ed i suoi fans. Quindi si accede alla famosa "Clubhouse", detta in soldoni, lo "spogliatoio" dove ogni giocatore ha il proprio angolo per cambiarsi, vestirsi, in maniera poco riservata.
Infatti, davanti al proprio spazio-armadietto, i protagonisti della serata vengono assaliti da numerosi giornalisti e foto-cine operatori, e lo fanno anche volentieri, guadagnano milioni di dollari anche grazie al lavoro dei giornalisti che pubblicizzano e diffondono il loro mondo. Il mio modo di vedere le cose anche dal lato folkloristico mi da la possibilità di descrivere ironicamente questi momenti caoticamente-organizzati; quindi mi accentro, osservo, fotografo da lontano, mi avvicino e scatto da vicino, molto vicino. Ecco descritta la scena degli spogliatoi: circa 60 giornalisti coadiuvati da una ventina di cameraman, si accalcano sui protagonisti della partita, giustamente curiosi di sentire il parere di questi campioni. Il tifoso "VUOLE SAPERE" e il giornalista si deve buttare nella mischia per esaudire tale richiesta.
La scena, vista da me, (nuovo in questo mondo), viene vissuta così: il campione, in piedi, svestito, del tutto o quasi, affronta la massa dei media di fronte a lui, risponde, mentre finisce di asciugarsi se per lui è un dopo doccia, oppure lavora da sotto, di mano, grattandosi la borsa, (zona conchiglia), se per lui è ancora un momento di pre-doccia. L'atleta risponde con scioltezza, rilassato, perché si trova in questo ambiente familiare ed informale, il giornalista sicuramente apprezza e sfrutta questo momento traendone spunti positivi da girare ai lettori.

Come si conclude gara 4 delle Workd Series.....? Ad intervistare giustamente i vari Napoli, Kinsler e soci, protagonisti della vittoria che vale per Texas il pareggio del 2-2.
Una vittoria che prolunga la serie, una vittoria che decide il fatto che nessuna delle due squadre potrà esultare per la vittoria finale, qui a Dallas: si dovrà arrivare per forza a gara 6 o 7 in programma a St.Louis. Quindi, per noi tutto di guadagnato: ci "toccherà" sopportare fino alla fine questa vitaccia da inviati. 

da Arlington (Texas, USA), l'inviato Roberto Mantovani

Nella foto scattata da Roberto Mantovani, Ian Kinsler risponde alle domande al termine di gara quattro delle World Series 2011.

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