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L'ITALBASEBALL COME IL BARCELLONA IN CHAMPIONS LEAGUE: UNA NUOVA GRANDE RIMONTA PER ENTRARE NELLA STORIA

“Gli unici non sorpresi di questa vittoria sono i ragazzi. Giocano ogni partita per vincerla. Siamo in grado di farlo e stasera l'abbiamo dimostrato”. Con queste parole il manager della nazionale italiana Marco Mazzieri commenta la palpitante e straordinaria vittoria degli azzurri sul Messico per 10-9.

L'head coach si toglie qualche sassolino dalle scarpe e fa vedere al mondo che quando parlava di gruppo coeso e di entusiasmo straordinario non affermava certamente il falso.

L'ItalBaseball infatti, nel compiere una rimonta che resterà negli annali del “batti & corri” nostrano e mondiale, mostra un cuore infinito onorando in pieno il motto di Yogi Berra: quel “Non è finita finchè non è finita” che vede i rappresentati italiani compiere un clamoroso sorpasso sul Messico.

Da 9-5 per la “Tricolor” al 10-9 per Chiarini e compagni. La storia si ripresenta nei suoi corsi e ricorsi storici: quattro anni fa infatti fummo capaci di avere ragione sempre dei messicani imponendoci 6-5, oggi però il recupero con sorpasso finale è ancora più clamoroso poiché l'Italia era con le spalle al muro e con ben quattro lunghezze di svantaggio in casa del Messico a Jalisco.

Nell'ultimo attacco dell'ultimo inning quindi è Francisco Cervelli a prendersi di forza il doppio che apre il festival delle valide al piatto venendo poi sostituito da Poma come pinch runner. Da lì è un susseguirsi di emozioni. Colabello, Liddi, Butera, Maggi, Nimmo e poi Andreoli trovano contatti importanti emulando il giro di mazza che Anthony Rizzo – peraltro incontrato qualche giorno fa dagli azzurri in amichevole con i suoi Chicago Cubs – sfoderò nell'ultimo inning del marzo 2013 per spingere a casa De Simoni e Denorfia. Il tutto sotto gli occhi dell'attuale suggeritore di terza base Nick Punto che nel 2013 invece era ancora in campo sul diamante del Salt River Field.

L'esterno classe 1990 - in forza all'organizzazione proprio dei Chicago Cubs - nell'ultimo viaggio al piatto si è trasformato in una specie di Re Mida azzurro, nella settimana sportiva che si è consacrata come quella delle “Remuntade”.

Come il calciatore del Barcellona Neymar, che prima di imbeccare Sergi Roberto per il gol del 6-1 nell'ultima azione della partita fra i catalani e il malcapitato Paris Saint Germain, si era già fatto notare per un ottima partita condita da una doppietta, così Andreoli si era reso già reso a sua volta protagonista del match andando infine a vestire idealmente i panni del rifinitore in un'ideale assist per le volate vincenti dei compagni.

L'Italia di Mazzieri va. La prima vittoria è centrata. Ora vi sono da affrontare le fortissime Venezuela e Portorico ma il primo passo verso il monte di Los Angeles, dove il tecnico vuole piantare la bandiera italiana assieme al suo gruppo, è stato fatto.

di Michele Cassano


Nella foto, il collage con le esultanze dell'Italia e del Barcelona, ambedue artefici di 2 grandi rimonte in settimane (Miguel Tovar - Getty Images da Fibs.it e Barcellona Official Twitter Page).

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