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NON MOLLIAMO L'ULTIMO POSTO: GUAI A CHI CE LO TOCCA

Five game streak losing at home.
Mestamente era questo il pensiero che volteggiava nell'aria sopra il Fenway Park domenica sera.
In quelle sei partite interne contro i non irresistibili Athletics ed Orioles bisognava approfittarne diversamente. Un massacro al Fenway, quest'anno: solo i Royals e Twins riescono a fare peggio tra le mura amiche. Quel 4-10, resoconto vittorie-sconfitte non lascia certamente soddisfatto il cronicamente tutto esaurito casalingo Bostoniano, che bofonchia e scossa la testa.

Gli Orioles addirittura se la sguazzano nel portarsi a casa uno sweep da Boston che non accadeva da quasi due decenni. Può capitare a Baltimore di lasciarci le penne, ma al Fenway Park tutto ciò non "dovrebbe" accadere.

Andiamo a sorridere insieme entrando in un dettaglio (che la spiega tutta) sulle cause di queste tranvate subite. Volete l'elenco dei pitcher perdenti di questi 5 esemplari incontri: Doubront-Bard-Morales-Cook ed udite udite McDonald! E allora, giusto così.
Giusto stare in fondo alla division. Giusto cambiare canale qualche volta. Giusto farsi quattro risate per non mettersi a piangere. Giusto osservare bene quei campionissimi strapagati che non "dovrebbero" tirare i remi in barca, perchè "avrebbero" l'obbligo morale di dare il massimo anche se la barca sta affondando.
Invece, a tempo di record, (siamo ad inizio maggio) si respira aria di abbandono, possibile che mollino così presto e che si lascino trascinare dalla corrente senza neanche reagire?

Dov'è Gonzo Adrian Gonzalez? Cosa gli succede? Qualcuno mi può spiegare perché gira il bastone con quella flemma che non si vede neanche alla bocciofila nel torneo delle "Oche-Morte"? Gonzo flemmaticamente si trascina con la carica da "cassa" del dopo-siesta: occhietto dalla palpebra cadente nascosto dal suo mexican-hat! L'anima del Gonzo se n'è andata assieme al Francona o come la vedo io.... dopo un solo anno di aria del New-England gli sta prendendo una saudade fulminante. Non è che la malinconica nostalgia di quella lontana San Diego (in basso a sinistra ed in alto a destra è la differenza geografica tra San Diego e Boston....) sta influendo troppo sull'Adrian nostro?

Punto, Byrd e McDonald: inconcludenti ed improduttivi, proprio non ci prendono. Medie sempre sotto .200 (quella che ho io nell'amatoriale.... e a me si permettono di dire che sono tristo che "puzzo".)

Bravo ragazzo il Darnell McDonald, ha esternato fino ad ora quel piacevole rispetto per la maglia ed ha onorato come dico io quel rispetto verso la coppia Wake-&-Captain-Jason che gli fa onore e simpatia. Ma proprio non ci prende, porca miseria.
 
Ortiz e Pedey-Pedroia ci sono, per fortuna: almeno voi non mollate.
Cross Cody Ross non si tocca, anche se sta vivendo un calo di HR nel mese di maggio... e si vede.
Ryan Sweeney che continua a tenere alte le sue medie (difficilmente le manterrà fino ad ottobre) ma che si conferma purtroppo incapace di sbattere la palla oltre quel benedetto muro: come OF è una condanna troppo pesante non conoscere le parole "Home-Run".
Shoppy che al suo ottavo anno di carriera MLB conosce per la prima volta l'ebbrezza di un triplo: accidenti, abbiamo comprato un fuoriclasse!
Addirittura dobbiamo esultare alle "prodezze" di un Padilla che solo ad aprire la sua pagina mi fa scappare da ridere.
L' AVG di Aviles che sta lentamente calando, proiettandolo pericolosamente in una traiettoria con parabola discendente che andrebbe a trasformarsi in una sua mediocrità dal futuro intaccato dall'eventuale arrivo del bimbo Iglesias. (Passaggio tortuoso, quest'ultimo ma se lo girate a Mike "the shortstop"... lui lo capisce bene.)

Note positive?
Il "cinno" Texano Will Middlebrooks che mi esplode: alla faccia del debutto in Major League! Una forza Texana che si abbatte violentemente sui Red Sox: come un uragano in un cimitero di borotalco sta sollevando un polverone che ci appanna la vista.
Will Middlebrooks irrompe in quel cimitero e speriamo che continui a far vedere a qualche babbione con quale carica ci si debba presentare nel box di battuta.

Le ultime tre apparizioni al Kauffman stadium di Kansas City, ci vedevano affrontare i rocciosi Royals: "squadrucola" azzurra che nel 2012 ha offerto al proprio pubblico un esordio di 10 su 10 sconfitte casalinghe consecutive. Niente male gli azzurrini.... ma poi i ragazzi si sono rifatti nella serie con gli Yankees portando a casa un onesto 2-2.
Quando è toccato al nostro turno, prima l'esplosione di Middlebrooks ci regala una seratona d'altri tempi nella prima vittoria 11-5.
Nel secondo incontro rispolveriamo il nostro autolesionismo con l'auto-evirazione del nervoso Bard suoi i suoi "balk" (peccato).
Quest'ultima nottata Kansas ci propone un Gonzo più vivo che morto (ritornano gli RBI, ma di HR neanche a parlarne) ma il risultato non poteva che essere quello: i Royals vincono la serie 2-1.
Un "quasi-recupero" al nono ci illudeva sulla rimonta.... ma mestamente andiamo a morire con seconda e terza occupate.
Solita-delusione, e perfino Kansas ci fa le scarpe.
Continuiamo a dispensare felicità all'altrui tifo: come siamo generosi quest'anno.

Il calendario ora ci propone altre sei partite casalinghe "possibili": le virgolettiamo possibili, perché se non ne approfittiamo ora con certe squadre, con che faccia affronteremo la terribile quindicina che ci attende per le ultime due settimane di maggio?
Dobbiamo assolutamente fare filotto casalingo contro due squadre alla nostra portata: non facciamoci del male da soli come abbiamo fatto contro le "deboli" Athletics ed Orioles (da Oakland e Baltimore sono giustificate le risate grasse a quest'ultima mia affermazione.)
Al Fenway Park sbarcheranno "Indiani e Marinai", e saranno 4 contro Cleveland e 2 contro Seattle.

I Cleveland Indians stanno meritatamente comandando la propria Central Division, non solo per merito loro, ma anche grazie alle incertezze momentanee di Detroit, sicura dominatrice della Division (e forse non solo....) a fine stagione. Vediamo cosa porteranno da Cleveland questi Pellerossa nel cesto degli starters:
Derek Lowe, lo conosciamo, lo conosciamo bene. Con la casacca dei Red Sox ci ha regalato qualcosa di importante. Lo "lovviamo" tutti Lowe. We-love-Lowe. E sono buono a non rintronarvi con tre righe fitte-fitte di questa lagna Mocciana!
Il quasi quarantenne Derek dopo l'addio a Boston ha lanciato a Los Angeles nella sponda Dodgers, per Atlanta ed ora prova a riciclarsi negli Indians: auguri Lowe, ti "lovveremo" ancora di più se al Fenway Park prenderai la tua standing ovation ed una decina di punti nel groppone.

Poi toccherà il turno del pericoloso Ubaldo Jimenez, che io avrei visto volentieri tra le nostre fila, quando nel 2011 lasciò Denver. Peccato e brutto affare per Buchholz che se lo ritroverà contro.
Josh Tomlin sarà lo sfidante del nostro Doubront ed infine un altro ex: Justin Masterson che ci farà vedere i sorci (non verdi ma Jamaicani, visto che è nativo di Kingston). Un Masterson che affronterà il suo coetaneo Bard in fase altalenante, poco costante (vedere la sua ultima "erratic-night" con due balk ed un wild-pitch)
Quattro belle partite da non perdere contro degli Indiani con una media strepitosa in trasferta.... (mentre della nostra media casalinga ho già parlato... State attenti, su.)

Cosa dire, infine della doppia prova di lunedì e martedì contro i Mariners?
Curioso, tifoso, interessato per questa doppia sfida nella quale avrò il piacere di tifarne 10 contro 8.
Il classico Baseballiano 9 contro 9 si trasformerà in un piacevole e "Liddiano" motivo di un 10 contro 8.
Red Sox SI, e pure Alex Liddi SI. Liddi Liddi fortissimamente Liddi.

di Roberto Mantovani

Nella foto, lo swing di Will Middlebrooks, vera sorpesa di inizio anno dei Red Sox (Greg M. Cooper - US Presswire da Faketeams.com).

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