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MASSIMILIANO GERI E LA SUA PLAYERLIST MUSICALE

Prendendo spunto dall’omonima rubrica in onda qualche anno fa su Sky Sport, la nostra “Playerlist” vede un giocatore di baseball o una giocatrice di softball raccontare il suo rapporto con la musica, elemento che ci accompagna quotidianamente in ogni azione che facciamo, e stilando, tra le altre cose, una personale top-three delle canzoni preferite.

La Musica è elemento portante nella vita di tutti, in quanto ad un determinato evento si associa una determinata canzone. Qual è il tuo rapporto con essa?
Adoro la musica e non riesco ad immaginare la vita senza di essa. Credo che la musica scandisca il tempo della nostra vita, le nostre azioni, in certi casi anche le nostre scelte e senza dubbio rispecchia i nostri stati d’animo (attuali o passati) o ci motiva a fare ciò che vogliamo. Credo che tutti noi ci siamo trovati spesso chiusi in camera o a guardare un tramonto (o perché no, in un campo da baseball) ascoltando la nostra musica preferita in cerca di risposte…

E riguardo al baseball? Si vede molte volte che i giocatori, prima della gara, si caricano ascoltando canzoni varie. Vale la stessa cosa anche per te?
Beh direi di si. Ascoltare la mia playlist in palestra mi aiuta a dare il 100%, e prima della partita della buona musica ti accompagna fino alla riga di foul così da dividere il tempo da quello “outside of the foul lines” a quello “inside the foul lines”. Non a caso esistono le Walk-up Songs e per la cronaca la mia è “Bad” di Michael Jackson remixata da NERO.

Parlando, invece, dei tuoi gusti musicali, quale genere di musica ascolti?
Ascolto veramente di tutto, dal Rock, all’Hip Hop, alla Musica Leggera, dall’R’n’B alla Dubstep, dal Rockabilly alla musica Surf, dal Jazz al Funky. Adoro Michael Jackson, Aerosmith, Elio e Le Storie Tese, Stevie Wonder, James Brown, Mariah Carey, Celine Dion, Bob Marley, i Beatles, i Queen, Bryan Adams, Bruno Mars e Coldplay…ok, finisco qui sennò ci facciamo notte! (ride NDI).


ECCO LE TRE CANZONI PREFERITE DA MASSIMILIANO GERI




Man In The Mirror di Michael Jackson: forse la mia canzone preferita di sempre. Nel titolo c’è tutto e nel testo anche di più: “If you wanna make the world a better place, take a look at yourself and then make a change”.




Amazing degli Aerosmith: questa canzone l’ho scelta per due versi che recitano “You have to learn to crawl before you learn to walk…” e “…life’s a journey, not a destination…” che rispecchiano in pieno la mia filosofia di vita. Ci sono sempre varie fasi e vari passaggi da percorrere obbligatoriamente ed in un certo ordine prima di raggiungere i tuoi obiettivi nella vita, non puoi semplicemente decidere di saltarli, perché ti verranno a cercare. In passato l’ho imparato a mie spese e ne sono sempre più convinto. La vita non è semplicemente il raggiungere qualcosa, raggiungere una meta, ma più semplicemente la vita è il viaggio, ciò che ti ha portato a raggiungere ciò che volevi.





Redemption Song di Bob Marley: insieme ad “Imagine” di John Lennon nella mia top 10 delle canzoni più belle mai scritte nella storia della musica. Una chitarra, una voce giamaicana sporchissima e un messaggio di pace forte e semplice nelle parole: raggiungere la vera libertà, ovvero liberarsi  dalle catene mentali che le persone si sono poste da soli.

L’ultima domanda. Nella musica è possibile fare dei “remix” alle canzoni passate, modificandole e cambiandone il testo o il ritmo. Se ti fosse possibile, cosa modificheresti del Massimiliano Geri giocatore?
Come giocatore mi sento una come una demo scritta tanto tempo fa e mai completata. Ogni volta sta per fare parte dell’album ma alla fine viene scartata, non perché gli manchi qualcosa, ma perché in un modo o nell’altro c’è qualcosa di meglio o non c’è più posto nel disco. Eppure tutte le volte che si trova a lavorare per un nuovo disco, il cantante la riprende in mano, ci cambia qualcosa e la prende in considerazione, quasi in modo ossessivo…
Sicuramente di me cambierei l’approccio emotivo alle partite. Se gioco male, sto veramente male per giorni, ripenso e non dimentico e qualche volta questo si ripercuote nella partita successiva. Quest’anno purtroppo ho giocato il mio peggior campionato proprio per una questione mentale: non riuscivo a tenere fuori dal campo pensieri negativi che avevo al di fuori e che oltretutto non erano legati al baseball. Piano piano ho imparato anche a controllare questo aspetto e spero di aver appreso questa abilità anche per il futuro.

di Daniele Mattioli


Nella foto, Geri in azione con la divisa del Padule, sua squadra nel 2014 (Daniele Bettazzi Channel).


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