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I SAN FRANCISCO GIANTS SULLE MONTAGNE RUSSE

Si va su, poi si va giù, è stata questa, la settimana di alti e bassi dei San Francisco Giants.
Sono state giocate sette partite in sette giorni, il bilancio finale è di quattro vittorie e tre sconfitte. Non male, se non fosse che la situazione in classifica non si è praticamente mossa.
I Dodgers sono sempre “on fire”, come direbbero negli states, e continuano a vincere nonostante l’assenza di Kemp. Non si può dire lo stesso per gli altri pretendenti al titolo divisionale, i DiamondBacks, ancora a 2,5 partite dietro i Giants. Ma c’è da stare attenti, perchè è in corso una serie proprio tra i Dodgers e i D-Backs.

I Giants, nella prima partita contro i Rockies, confermano l’ottimo stato di forma dell’attacco. Si battono molte valide, in particolare Blanco, Posey e Pill battono, da soli, un totale di sette valide, ma purtroppo si segna poco. La partita finisce 3-2 per i Giants, con una vittoria ottenuta solo nell’ottavo inning con due importantissime valide di Posey e di Pill, che ci portano in vantaggio. A parte qualche problema nel chiudere il match da parte di Casilla (ah, quanto ci manca Wilson), archiviamo una vittoria che vale oro. Vogelsong si conferma in ottima forma, lancia per 7 innings concedendo solo 3 valide e 1 punto.

La seconda e ultima partita di questa mini serie vede protagonista assoluto Marco Scutaro, il seconda base dei Rockies che batte il fuoricampo della vittoria nel nono inning. Lincecum ancora un volta è poco convincente, concede 7 valide in 7 innings per un totale di 4 punti subìti.
L’attacco, nel suo complesso, è ancora poco incisivo nei momenti importanti della partita, nella parte bassa dell’ottavo sia Belt che Cabrera vanno strike out con le basi piene (nel complesso abbiamo battuto 2-17 con corridori in posizione punto).
La serie finisce dunque con un sanguinoso pareggio, magari con un po’ più di concretezza si potevano portare a casa due vittorie.

Archiviata la pratica Rockies, arrivano nella baia i campioni del mondo in carica, i St. Louis Cardinals. Arriva, questa volta fortunatamente, un altro pareggio, nella serie, che ci evita una brutta figura proprio in casa.
In gara 1 si suona la solita musica, buon attacco con la bellezza di 10 valide in partita, ma un solo punto segnato. Posey e Pagan sono i migliori in campo per i Giants, Freese invece fa la voce grossa tra i Cardinals, esce da un brutto periodo, in cui non batteva praticamente nulla, con un sonoro fuoricampo nel settimo inning che porta in vantaggio St. Louis.
Serve una reazione.

Fortuntamente portiamo a casa una bella vittoria nella seconda e ultima partita della serie, approfittando dei regali dei Cards e trasformandoci in una squadra cinica. Ottime le prestazioni di Belt e di Crawford (no, non vi sto prendendo in giro), che collezionano 3 dei 7 RBI totali. La partita finisce 7-5. Sul monte, Cain non ha effettuato la miglior partenza stagionale, con 4 punti concessi in 6 innings, ma approfitta dell’inaspettato supporto dell’attacco per guadagnare una vittoria anomala.
La serie finisce 1-1 e nessuno si è fatto male.


Così si arriva al fine settimana, che vede gli Athetics spostarsi di pochi chilometri per la sfida all’AT&T Park. In occasione della sfida si festeggia anche il 75° anniversario dall’inaugurazione del Golden Gate.

La serie contro Oakland la portiamo a casa per 2-1.
Per le prime due partite scedono in campo dei Giants che non sembrano Giants. Segniamo rispettivamente 8 e 4 punti. Finalmente sembra che qualcosa stia per cambiare. Ma l’illusione non dura molto, proprio nell’ultima gara della serie torniamo a farci piccoli perdendo la partita per 6-2.

Per gara uno Zito si guadagna una strana vittoria contro la sua vecchia squadra. Tra i nostri spiccano le partite di Hector Sanchez e di Cabrera (l’ho già detto che per me è l’MVP della lega? Forse solo qualche migliaia di volte). Tra gli A’s battono bene sia Barton che Donaldson. I partenti non fanno proprio una gran partita, da una parte Zito con 5.1 innings e 4 punti presi, dall’altra Parker lancia per soli 2 innings, lasciando il resto del match in mano al bullpen. Il risultato è un rocambolesco 8 a 6 per i Giants.

Il secondo match lo vince Vogelsong, al momento il nostro miglior lanciatore. La sua è una partita quasi perfetta, l’unica valida concessa all’attacco degli A’s è quella di Smith, il resto è un assolo, 7 innings praticamente perfetti. Nel frattempo torna in cattedra la faccia buona dei Giants 2012, quella che batte e vince le partite. Pagan, Cabrera (mai sentito nominare, questo ragazzo?) e Crawford battono alla grande e ci fanno archiviare una bellissima vittoria. Magari fossero tutte così...

Si arriva alla terza gara con lo sweep in mente, ma Oakland è pronta a farci tornare con i piedi per terra.
Lincecum, ormai lo ripeto da più settimane, non sembra più lui. Lancia bene per 3 innings, poi, ancora una volta, il disastro. Nel quarto inning concede 4 singoli, 2 basi su balls per un totale di 4 punti che portano in vantaggio gli A’s. Da quel momento la squadra è come se fosse stata colpita a morte. Non si riprede nessuno, da quell’inning. Il match finisce 6-2. In mezzo al nulla, l’unico che si distingue è il solito Cabrebra, che batte 4 su 4 e alza la sua media a .353.

A parte quest’ultima vittoria, la squadra sembra sulla buona strada. Nonostante qualche sconfitta di troppo si ha l’impressione che basti veramente poco per fare quel decisivo salto di qualità che ci farebbe arrivare in vetta alla division. Magari un po’ di cinismo e di costanza non farebbero male.

Ci aspettano due serie che dobbiamo obbligatoriamente vincere, contro Brewers e Marlins, entrambe in trasferta. Arizona e Los Angeles saranno impegnate nello scontro diretto, dobbiamo approfittarne.

Let’s go Giants.

di Angelo Cappa

Nella foto, Ryan Vogelsong nella sua grande partita del 19 Maggio 2012. (Photo by Jason O. Watson/Getty Imagers per Espn.com).

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