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ANDIAMO ALLA SCOPERTA DEGLI OAKLAND ATHLETICS, RUOLO PER RUOLO

Certamente la parte migliore dello Spring Training è quella in cui si possono ammirare i giovani prospetti, quei ragazzi di belle speranze che si spera possano diventare i campioni del domani in Major League.

Ovviamente a Phoenix (Arizona), dove gli Athletics si allenano per preparare la Regular Season, la storia non è diversa. Lì al Municipal Stadium si può dare uno sguardo a quei giovani che si spera possano continuare in futuro quanto fatto di buono dagli A’s in queste ultime stagione che li hanno visti assoluti protagonisti della West Division della American League.

E in questo momento tutti gli occhi sono puntati sull’interbase Addison Russell, il quale sembra pronto per spiccare il volo verso la Major League, anche se forse non già da quest’anno.
Infatti ad Oakland non hanno fretta e vogliono che Russell abbia tutto il tempo di maturare, anche perché attualmente la posizione in campo è ottimamente ricoperta da Jed Lowrie.
Quindi è quasi sicuro che dopo lo Spring Training il ragazzo sarà rimandato in Triple A in quel di Sacramento se non addirittura a Midland in Double A.

Un altro prospetto su cui stanno lavorando gli A’s è Billy Burns, arrivato nella trade che ha portato Blevins a Washington, giocatore dotato di buon contatto ed ottima velocità, una sorta di Coco Crisp che si spera in futuro possa prendere il posto proprio dell’eclettico esterno centro.
In buon Burns infatti non ha perso l’occasione per mettersi in mostra rubando addirittura 7 basi nella prima settimana di Spring Training.

Rimanendo nell’outfield analizziamo la situazione degli altri due esterni considerati attualmente inamovibili nel lineup di Bob Melvin. Uno è Yoenis Cespedes, che il prossimo anno sarà arbitrabile e che quindi gli A’s saranno costretti a trattare se non vorranno rischiare di perderlo.
L’altro è Josh Reddick, arbitrato proprio in questi ultimi mesi, e che sembra voler inseguire guadagni più onerosi di quanto il GM Billy Beane sia disposto a dargli.
Ecco perché gli Athletics si stanno tutelando in tal senso, coltivando con cura Michael Taylor, un altro di quelli che potrebbero dire la loro nei prossimi anni.

Ovviamente ce ne è anche per il bullpen, il quale solitamente rappresenta il fiore all’occhiello degli A’s e che quest’anno sarà guidato dagli ottimi Ryan Cook e Sean Doolittle. A loro si sono aggiunti Luke Gregerson ed Eric O’Faherty, che vanno ad affiancare altri due lanciatori ormai conosciuti ad Okaland ovvero Dan Otero e Jesse Chavez.
Non ci sarà il carismatico Balfour, tornato a Tampa, ma che Beane è riuscito a sostituire con un closer di primissimo livello che risponde al nome di Jim Johnson, 101 salvezze nelle ultime due stagioni.

Anche la rotazione partente non ha subito grandi cambiamenti, con l’ex Indians Scott Kazmir giunto per rimpiazzare Bartolo Colon accasatosi a New York sponda Mets.
Assieme a Kazmir ovviamente Jarrod Parker e Sonny Gray rappresenteranno i Big Three della rotazione, con A.J. Griffin, Tommy Milone e Dan Straily pronti a dare profondità ad una rotazione sulla carta è di primissimo livello.
In caso di necessità poi potrebbero essere arruolabili anche Drew Pomeranz, arrivato dai Colorado Rockies, e Josh Lindblom messosi in mostra nei Philadelphia Phillies.

Quindi nonostante la fama dei perdenti di successo che sempre più sta pesando sopra la testa degli Oakland Athletics, gli A’s rimangono comunque una squadra da tenere d’occhio. Una mina vagante pronta ad esplodere in qualsiasi momento.

di Michele Acacia


Nella foto, il cubano Yoenis Cespedes, chiamato a essere ancora protagonista della squadra (da thecutoffman.mlblogs.com).

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