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ALEX, L'ITALIA E GLI STATES: IL SOGNO INFINITO

Non è di certo un momento facile per l’Italia e per Alex Liddi. Messo fuori rosa dai Cardenales de Lara, si trova ora in un altro campionato latino, quello della Repubblica Dominicana. Ma ripensare alla sua storia fa bene all’orgoglio nazionale e non solo. A 16 anni decide di lasciare casa per Tirrenia, sede dell’ Accademia di baseball federale, e da quel momento nulla lo può fermare. Passano anni con le valigie sempre pronte, tra Mondiali, autobus, Minors e poche vacanze, senza mai avere la certezza della fatidica chiamata.

Sono le 4.42 dell’8 settembre 2011. Centinaia e centinaia di italiani guardano il loro baseball, fatto di diamanti rubati ai campi di patate e di volontari, entrare di diritto in quello che fino ad allora era il sogno di tutti e la realtà di nessuno. Alex entra nella storia, celebrato dai compagni di squadra – che per primi si rendono conto dell’impresa compiuta - dai fans italiani ma soprattutto dai giornali.
Non un solo quotidiano si è risparmiato anche solo poche righe riguardo ad Alex, amplificando e facendo conoscere a tutti il meraviglioso gioco del baseball. Ma come mai tutta questa attenzione?
Alex è la rappresentazione dei sogni degli italiani: arriva al successo lontano da casa sua, ma sempre ricordando e andando fiero delle sue origini, rimanendo umile e pronto a mettersi continuamente in gioco. È l’esempio da seguire: è finita l’era in cui si otteneva tutto senza sacrifici e si prospettano tempi molto duri. Alex ci fa capire che la strada può essere impervia, costellata di ostacoli, ma bisogna avere ben chiaro l’obiettivo per farcela. Senza mai farsi distrarre, lasciando poco spazio alle arrese.

Grazie Alex. La rinascita dell’Italia parte anche da te.

                                                                                                     di Mara Mennella

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