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QUANDO LA MENTALITA' DELLO SPORT USA BATTE QUELLA ITALIANA...

Nella notte appena passata, quella dell'ultima gara di Regular Season della Major League Baseball, abbiamo avuto ancora la conferma di come lo sport USA batta per distacco quello "made in Italy". Non per colpi di scena ma per la mentalità con la quale le squadre sono scese in campo, dando tutto quello che avevano nonostante non avessero più niente da chiedere alla stagione.

E' successo infatti che i Baltimore Orioles, ultimi nella American League East con 68 vittorie e 93 sconfitte, abbiano giocato una partita da urlo contro i Boston Red Sox, che lottavano invece per andare ai Playoff, battendoli dopo una rimonta incredibile e avvenuta al nono inning.
Stessa cosa è accaduta ad Atlanta dove i Philadelphia Phillies hanno fatto il loro dovere giocando per vincere contro i Braves che erano costretti a trionfare per mantenere la vetta della corsa alla Wild Card della National League. Alla fine sono stati Chase Utley e compagni a festeggiare la vittoria, arrivata al tredicesimo inning, impendendo cosi ad Atlanta di raggiungere la Post Season ma, come nel caso di Baltimora, nessuno si è lamentato tra gli sconfitti per il fatto che gli avversari, pur non avendo nessuno obiettivo nelle gare giocate, si siano impegnati invece di lasciare campo libero alla squadra contro. Anche nella sfida tra Tampa Bay e New York, con i primi in lotta per l'accesso ai Playoff, ad esempio, si è assistito ad una gara combattuta con il punteggio in bilico fino alla fine, con gli Yankees addirittura in largo vantaggio a pochi out dalla fine, mostrando comunque impegno nonostante l'accesso già garantito alla Post Season, anche se alla fine i Rays abbiano vinto grazie al fuoricampo di Evan Longoria, in campo buono per dieci centimetri nel dodicesimo inning.

Proprio come in Italia direbbe ironicamente qualcuno. E direbbe bene aggiungerei io. Nella nostra penisola poche volte sarebbe successa una cosa del genere. Basti pensare un secondo allo sport più visto dagli italiani, il calcio. Nelle passate stagioni, nei finali di annata, si sono viste squadre cedere in maniera clamorosa a livello mentale per il semplice fatto che non avevano più obiettivi da raggiungere e quindi andavano in campo senza quella cattiveria necessaria per fare bene. Un semplice problema di mentalità, perchè in questo modo si dimostra che non c'è l'insegnamento di voler figurare in maniera positiva in ogni occasione, per sè stessi e per i tifosi che vengono allo stadio a incitare i propri beniamini.
Quando invece la squadra si comporta correttamente nonostante sia già salva (al volo mi viene in mente la penultima giornata di Serie A, annata 2007-2008, tra l'Inter a cui bastava una vittoria per vincere lo Scudetto e il Siena già salvo) e induca gli avversari ad un passo falso (come ha fatto la compagine toscana in quella circostanza e Baltimora, ad esempio, nella nottata MLB) si grida rabbia per un impegno che non doveva esserci oppure al miracolo sportivo per l'atteggiamento espresso in campo dai giocatori, nonstante questi non avessero più nulla da chiedere alla stagione.

E quindi possibile chiedersi se la mentalità a stelle e strisce troverà successo anche qui nella nostra penisola? Al momento pare improbabile e allora è meglio gustarcela guardando come si comportano le squadre in Major League con la speranza che qualcuno osservi e impari bene anche perchè non sarebbe male vivere una domenica calcistica come l'ultima nottata di quella MLB. O forse no?

                                                                                                    di Daniele Mattioli

Nella foto, la festa di Baltimora dopo la vittoria nell'ultima gara di Regular Season contro Boston (Greg Fiume/Getty Images per Espn.com).

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