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A TU PER TU CON...MAURO MAZZOTTI, GENERAL MANAGER DELLA T&A SAN MARINO

Le ultime settimane del 2016 e le prime del 2017 sono state particolarmente intense per la T&A San Marino. La squadra del Monte Titano, infatti, si è rivelata particolarmente attiva sul mercato, con l’annuncio di diversi nuovi innesti, a dimostrazione della voglia di riscatto dopo le ultime 2 stagioni avare di trofei. Abbiamo parlato di questo e di molto altro ancora con Mauro Mazzotti, General Manager del San Marino, all'interno della nostra rubrica ''A tu per tu con…’’.

Iniziamo subito l’intervista con la domanda forse più attesa: chi sarà il manager della T&A San Marino?
Quello che posso dire è che sì, siamo in dirittura finale per l’annuncio del nuovo manager e che no, non sarò io a ricoprire questo ruolo. Il mio compito sarà solo quello di General Manager.

Dopo un inizio silenzioso, nelle ultime settimane vi siete scatenati sul mercato con diversi importanti annunci. Stai preparando altri colpi oppure la squadra è già pronta?
La rosa è più o meno fatta ed è stata allestita anche in previsione dell’impegno di Coppa Campioni, dove siamo stati inseriti in un girone di ferro con i campioni in carica dell’Amsterdam, il Rimini e il Ratisbona. Valuteremo nel corso della stagione se e come utilizzare l’ultimo spot a disposizione per un giocatore straniero.

Uno dei sicuri rinforzi della T&A per il prossimo anno sarà sicuramente Mario Chiarini, che ha perso gran parte del 2016 per via di un infortunio.
Mario è pronto al riscatto dopo la sfortunata stagione scorsa e ci potrà dare un grande contributo principalmente nel ruolo di battitore designato, alternandosi con Gary Ermini. Gli altri esterni saranno Avagnina, che ritorna a giocare e per noi è un grande acquisto, Poma e Reginato. Abbiamo rinforzato il campo interno con 3 giocatori come Ferrini, Epifano e Babini, mentre dietro al piatto di casa base il confermato Cit si alternerà con Albanese.

Sul monte di lancio, invece, sono arrivati il nazionale spagnolo Andres Perez e Cherubini.
Anche in questo settore posso dire che siamo al coperto e pronti per l’inizio della nuova stagione. Perez si aggiunge nella gara riservata alla partita del lanciatore straniero ai confermati Camacho e Quevedo, mentre Cherubini completa la rotazione dei lanciatori italiani con Florian e Oberto, che ritornano dopo la buona stagione scorsa.

Che campionato ti aspetti?
Mi aspetto una Italian Baseball League equilibrata. Bologna e Rimini, che hanno disputato le ultime 3 finali scudetto, partono sicuramente un passo avanti. Posso dire che poi ci siamo noi e le altre formazioni. Siamo comunque ancora a gennaio e il mercato è ancora nel vivo.

A proposito di mercato, che cosa ha comportato per il tuo lavoro il ritorno alle 2 partite settimanali?
Ovviamente ha modificato l’intera impostazione della squadra, soprattutto per quanto riguarda il numero dei lanciatori. Nel 2016, infatti, erano in media circa una decina a squadra mentre quest’anno il numero è ovviamente calato.

Rimaniamo sul tema dei lanciatori, ma passiamo al mercato della Major League, in cui i pitcher rilievi stanno ottenendo contratti di grandissima importanza economica, come ad esempio successo a Chapman, Jansen e Melancon. Che idea ti sei fatto?
Al contrario di quanto accade in Europa con il calcio, negli USA non esistono società in deficit e che devono rispettare una sorta di fair play finanziario. Pertanto se offrono determinati ingaggi, vuol dire che se lo possono permettere ed è giusto così. Fatta questa premessa, sono dell’idea che alcune cifre sono dettate dall’importante utilizzo che è stato fatto dei rilievi negli ultimi playoff. Non è un caso che le squadre in questione sperano di poter accedere alla post season e di poter disporre della classe di questi giocatori per le gare più importanti dell’anno.

L’ultima domanda riguarda il World Baseball Classic. Che idea ti sei fatto della nuova regola che permette alle squadre che superano la prima fase di poter aggiungere 2 lanciatori per ogni round raggiunto?
L’idea di per sé non è male, anche perché permette alle varie nazionali di poter contare su forze fresche con il passare del torneo e, se vogliamo, lo rende ancor più spettacolare. Il discorso che non mi piace sono le regole per la gestione dei lanciatori. Se vogliamo che sia a tutti gli effetti una Coppa del Mondo e non una semplice kermesse, i pitcher devono essere utilizzati liberamente senza nessuna limitazione per lanci o altro ancora.

di Daniele Mattioli


Nella foto, Mazzotti durante una gara dello scorso anno (Duck Foto Press - FIBS).

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